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Gabriele Mazzotta, Antonio D'Avirro
Profili penali del controllo nelle società commerciali - Sindaci revisori, autorità indipendenti.
Giuffré, 2006;

Profili penali del controllo nelle società commerciali - Sindaci revisori, autorità indipendenti.

I recenti avvenimenti che hanno sconvolto la tranquillità di milioni di risparmiatori, danneggiati dal default di grandi società di capitali (Cirio, Parmalat) o da operazioni poco limpide di taluni istituti bancari, rendono doveroso per il giurista e per l'operatore del diritto soffermarsi sui meccanismi normativi evidentemente inidonei a porre un freno efficace al verificarsi di tali fenomeni. Diventa inevitabile osservare da vicino gli istituti che, almeno sulla carta delle previsioni normative, sarebbero funzionali a prevenire i comportamenti scorretti di coloro che amministrano le società commerciali, cosicché l'attenzione ricade sull'articolazione degli strumenti di controllo. Il fondamento costituzionale del controllo nelle e sulle società commerciali giustifica l'interesse al tema da parte del diritto penale, sul quale hanno influito non solo le modifiche al diritto societario, ma anche la ancor più recente parziale riforma introdotta nel T.u.f. con la legge 18 aprile 2005 n. 62, emanata in base ad una direttiva europea in materia di manipolazione del mercato, la cui approvazione, in Italia, è apparsa inevitabile in seguito degli scandali Cirio e Parmalat, che pure sembrano avere risvegliato l'interesse del legislatore nella materia della tutela del risparmio, come attesta la legge 28 dicembre 2005 n. 262. Su tale terreno l'interprete è chiamato a verificare non soltanto le caratteristiche delle norme incriminatrici che vedono quali soggetti che ostacolano la funzione di controllo, ma anche i criteri generali d'imputazione della responsabilità penale degli organi di controllo: in particolare dei sindaci, dei revisori e degli altri organi indipendenti, quali la Consob e la Banca d'Italia. Viene sviluppata un'ampia analisi dei vari reati societari, in cui possono essere coinvolti gli organi di controllo, viene esaminato il tema delle posizioni di garanzia che questi soggetti possono assumere all'interno del sistema societario, alla luce dell'art. 40 C.P. che introduce il principio di equivalenza tra la commissione dell'evento e la violazione dell'obbligo giuridico di impedirlo. L'indagine affronta poi i riflessi penali della responsabilità degli organi di controllo in relazione ai reati, quali il falso in bilancio, la bancarotta societaria impropria, che sono streattamente connessi alle funzioni svolte da questi soggetti, nonché i reati propri dei preposti al controllo. Il tema si rivela particolarmente attuale, anche perché vengono trattati problemi relativi ai recenti scandali economici.

Antonio D'Avirro, avvocato penalista, vive e lavora a Firenze ove esercita la professione da oltre venti anni. E' autore di numerose pubblicazioni. In questa collana ha pubblicato: L'abuso d'ufficio, vol. I, 1995. L'abuso d'ufficio, vol. II, 1997. Insieme ad altri autori ha inoltre pubblicato Responsabilità e processo penale nei reati tributari, 1992 e I reati di false comunicazioni sociali, 2002 e, di recente, insieme a Mazzotta, I reati "d'infedeltà" nelle società commerciali, 2004

Gabriele Mazzotta, dopo avere esercitato la professione di giudice, attualmente svolge le funzioni di sostituto procuratore della repubblica di Firenze. Nel corso della sua attività di pubblico ministero ha approfondito le problematiche relative ai reati tributari, ai reati societari e fallimentari. E' autore di saggi e relazioni in materia di diritto penale. Di recente, insieme a D'Avirro ha pubblicato nella stessa collana, il volume, I reati "d'infedeltà" nelle società commerciali, 2004